Evento “TELEVISION” con Pierpaolo Maso: arte, diritto e buon vino
Gli artisti conoscono i loro diritti? Ricevono sempre una preparazione adeguata sulle tutele che l’ordinamento gli riconosce per legge? E chi compra sa davvero di che cosa ha bisogno per “garantirsi” un acquisto “sicuro” nel tempo?
Questi sono solo alcuni dei temi che affrontati durante “TELEVISION”, evento organizzato da Unlike Events, in collaborazione con Cantine Pertinace e One Stop Art, nell’intima cornice di Tuquam, a Noventa Padovana lo scorso 10 aprile.
Le opere di Pierpaolo Maso sono uniche nel loro genere. L’artista installa una fotografia stampata su tela all’interno di televisori vintage. Non sono un critico d’arte, ma questa collezione mi emoziona molto. Ogni opera di TELEVISION ha una identità unitaria, è concepita come un unicum, impossibile da scindere e disassemblare. Fotografia artistica installata in un ready made, con una televisione che diventa cornice ma che non è solo bordo, ma porta essa stessa il messaggio della ricerca del suo autore.
Un’occasione per parlare di diritti d’autore
Durante la serata, un talk in cui si è parlato anche di arte e diritto. Tema centrale sono state le tutele degli artisti nella fase successiva alla cessione delle opere.


Non è mai facile parlare di questi temi con parole semplici. C’è sempre paura di dimenticare qualcosa o di non dire abbastanza. Il pubblico si spaventa, di solito, ma è anche interessato e curioso.
Il messaggio che cerco sempre di far passare è: se impariamo a conoscere almeno un po’ gli strumenti che il diritto ci mette a disposizione possiamo riuscire a tutelarci nel miglior modo possibile. E questo vale sia per chi compra sia per chi vende. Troppo spesso incontriamo operatori che non sono “preparati” ad affrontare il mercato. Troppo spesso gli artisti non hanno nemmeno un’infarinatura “di base” su quelle che sono le tutele che hanno a disposizione nel nostro ordinamento.
La libertà dell’arte non va confusa con l’anarchia. L’arte è tanto più libera quanto più è tutelata e ordinata.
C’è bisogno di divulgazione. C’è bisogno di dare strumenti, per vincere la resistenza data dalla diffidenza e creare una sinergia tra arte e diritto che, purtroppo, è ancora troppo debole.

